ESTENSIONI DEL CAMPO OPERATORIO

 
 
Per estensioni del campo operatorio intendiamo quelle aree che vengono toccate dalle mani del chirurgo, dell'assistente e dagli strumenti chirurgici.
Queste devono possedere le stesse caratteristiche di sterilità e difesa dall'inquinamento, proveniente dalla ferita del paziente, proprie del campo operatorio.
Perciò, il tavolo operatorio, le maniglie delle lampade, la faretra, il corpo del radiografico, i tubi degli aspiratori, i manipoli e la parte di faretra che li accoglie, devono essere isolati.
Vediamo ora alcuni consigli su come procedere in via preliminare all'intervento per quegli operatori che non utilizzano apparecchiature ad hoc per la chirurgia quali phisiodispenser e lampade scialitiche


Tavolo operatorio

Tavolo in posizione di servizio
Tavolo in posizione di rimessaggio
Data l'esigua dimensione della tavoletta portastrumenti del riunito, può essere utilizzata la versione odontoiatrica del Tavolo chirurgico di Mayo.
Il tavolo operatorio odontoiatrico ha il piedistallo passante al di sotto dello schienale della poltrona e un braccio che si protende al di sopra del torace del paziente, sostenendo un piano di acciaio 40x60 cm. rimovibile e basculante per un agevole detersione ed un poco ingombrante rimessaggio negli esigui spazi disponibili nella sala odontoiatrica.
Questa superficie viene ricoperta con un telo in TNT accoppiato a politene, di 60x75cm., sterilizzato ad ossido di etilene, sufficientemente ampio da ricadere abbondantemente dai bordi del piano, al quale viene fissato con mollette metalliche sterili.
Posizionando il tavolo operatorio al di sopra del torace del paziente, possiamo solidarizzare il telo, che ricopre questa superficie, direttamente con il telo che ricopre la parte inferiore del viso.
Il grembiule posto sul torace risulta così nascosto e può anche non essere sterile e costituito da materiali con un effetto barriera minore e/o di costo inferiore.

 

Manipoli


I manipoli, usati in chirurgia, vengono sterilizzati in autoclave e dunque non necessitano di nessuna protezione.
E' consigliabile l'impiego di cavi elettrici autoclavabili e, ove questo non fosse possibile, si consiglia di proteggerli con tubolari in poliammide Questi tubolari, tagliati in misura, possono essere sterilizzati insieme a spezzoni di cerotto autoclavabile, che servono per solidarizzarli ai cordoni stessi.

Faretra

Se non viene utilizzato un micromotore per implantologia, indipendente dalla faretra, bisogna inserire nelle estensioni del campo operatorio anche la faretra stessa. Questa viene ricoperta con un telino sterile in TNT, lasciando esposto il solo micromotore.
La siringa aria-acqua non verrà mai usata in chirurgia e può dunque rimanere coperta dal telo

Maniglie

Uno dei problemi che ha creato maggior difficoltà è stata la modifica e/o la copertura delle maniglie della faretra e delle lampade.
La necessità di questo isolamento deriva della continua necessità di dover regolare, durante l'attività chirurgica, la posizione nello spazio di queste due componenti. Sovente, prendendo le maniglie, si tocca inavvertitamente anche il corpo della lampada.
Per ovviare a questi difetti la forma più semplice è quella di un tubo cilindrico, fissato con un capo alla struttura e con l'altro libero, per facilitare l'inserimento di una guaina protettiva. La soluzione ideale è la fabbricazione di maniglie svitabili e sterilizzabili in autoclave.

Aspirazione chirurgica

I tubi corrugati, oltre ad essere difficilmente detergibili, sono fabbricati con materiale non sterilizzabile, e sono difficilmente staccabili dagli innesti perché non progettati per una veloce e pratica rimozione/sostituzione.
Anche una disinfezione a freddo, giornaliera, diventa difficile, scomoda e, in realtà, non affidabile.
Inoltre il terminale, cioè il raccordo tra i tubi e le cannule, dotato di valvola di chiusura del flusso di aspirazione, è una fonte di accumulo di sporcizia e detriti biologici.
Dunque, o si dispone di materiale sterilizzabile in autoclave, o si ricoprono con teli o guaine sterili tubi e raccordi.
Quest'ultima soluzione non è di difficile attuazione, ma rende il tutto più ingombrante e, sovente, si lacerano le coperture.
Un modo per superare le varie difficoltà è quello di inserire sul terminale un raccordo al quale viene collegato un tubo in silicone sterilizzabile in autoclave sul quale si monterà poi la cannula chirurgica o il filtro per il recupero di osso (Grappiolo, '89).

Radiografico
Anche questa struttura deve essere considerata come una estensione del campo operatorio dal momento che deve essere maneggiata dagli operatori
In generale gli apparecchi radiografici non sono forniti di maniglie e pertanto bisogna agire sul tubo, sul corpo o sui bracci snodabili
Si renderà pertanto opportuno utilizzare del tessuto non tessuto idrorepellente ritagliato allo scopo quasi per formare una sacca e successivamente sterilizzato in autoclave prima di essere posizionato attorno alla testa del radiografico e al tubo
Se le dimensioni dell'apparecchiatura lo consentono, si potrà ricorrere all'utilizzo di una coprimanica.