L'ausilio della GBR nell'implantologia dei settori anteriori

Dott. LUIGI SPIRITI

Paziente maschio di circa 30 anni con ponte superiore di sei elementi i cui unici pilastri sono le radici dei due canini.

L'usura dei materiali, ma soprattutto le continue scementazioni fanno propen-dere il paziente per la soluzione im-plantologica sui quattro incisivi.

La situazione ossea presenta notevoli alterazioni.
Un discreto riassorbimento in senso vestibolo-buccale determina una modificazione del profilo di cresta, con perdita della normale convessità.
In pratica ci troveremo ad inserire impianti che potrebbero presentare una parziale esposizione vestibolare della loro struttura, con evidenti difetti estetici.

Anche l'inclinazione del tavolato corticale vestibolare non risulta essere completamente favorevole ad un corretto inserimento degli impianti

Come di consueto, realizziamo una mascherina in acrilico sui modelli in gesso su cui vengono praticati dei fori corrispondenti al punto di emergenza ottimale degli impianti.
Non ci preoccupa, infatti, particolar-mente l'inclinazione degli stessi perchè il sistema implantare Bone System che utilizzeremo, ci permetterà di realiz-zare poi dei perni monconi fusi perfet-tamente orientati e paralleli.

La situazione ossea dopo l'apertura chirurgica conferma l'eseguità degli spessori ossei non in grado, come già peraltro previsto, di accogliere comple-tamente tutto lo spessore implantare.
Risulta evidente peraltro come grande attenzione vada posta al fresaggio dei tunnel implantari, rispettando la se-quenza delle frese ed il loro regime di rotazione, al fine di poter mantenere anche i più piccoli frustoli ossei, utili nella rigenerazione ossea che andremo a ricercare.

In particolare sul lato destro la diapo-sitiva conferma la deiscenza signifi-cativa del collare del primo impianto.
Si rende pertanto necessaria una rigenerazione del tessuto osseo (GBR).

Mediante l'utilizzo di un apposito filtro monouso recuperiamo tutto l'osso proveniente dalla fresatura dei tunnel implantari.
Dopo averlo lavato in soluzione fisio-logica, possiamo conservarlo per qualche minuto in una capsula di vetro aggiungendo, se necessario qualche goccia di antibiotico.

L'osso autologo viene poi posizionato adeguatamente nelle zone di minus, dapprima sul lato destro dove si presentavano le maggiori carenze.

Procediamo poi anche sul lato sinistro, cercando di dare il massimo volume vestibolo-buccale alla cresta ossea, al fine di ottenere anche un risultato estetico oltre che funzionale.

Per ottenere un ulteriore aumento posizioniamo inoltre una membrana in goretex rinforzata in titanio, in grado di ottenere e mantenere un buon effetto tenda.
La membrana viene mantenuta stabile dalla vite-tappo di un impianto; eviteremo così continui micromovi-menti, tali da ridurre la quantità di osso rigenerato.

Dopo aver ottenuto un buon rilassamento del lembo gengivale mediante tagli di svincolo vestibolari ed incisioni profonde periostali, si sutura con monofilamento Gore, in grado di rimanere in situ anche alcune settimane per l'elevata capacità di non caricarsi di flora batterica.
A distanza di qualche settimana dopo aver rimosso la sutura, si applica un provvisorio adeguatamente scaricato dai tessuti molli, al fine di evitare pericolose deiscenze della membrana

Qui risultano evidenti anche gli spazi di detersione fra gli elementi dentali.
Un'ottima igiene orale sarà anche alla base del successso della G.B.R.

Dopo circa un'anno di attesa, il tessuto osseo rigenerato è evidentemente maturo.
Risulta evidente il notevole aumento della convessità ossea.
Una visione a campo più lungo mette in evidenza la buona continuità del profilo di cresta e l'aumento di spessore dei tessuti ossei e gengivali soprastanti

Alla riapertura la membrana appare intimamente adesa al tessuto osseo sottostante, presente ora in modo abbondante.
Risulta evidente il rinforzo in titanio della membrana Gore.

Rimuoviamo con attenzione tutta la membrana a tratti con difficoltà, poiché risulta assai adesa al tessuto osseo sottostante.

L'incremento di tessuto osseo, assai evidente, ha addirittura coperto alcuni impianti.

Con un escavatore rimuoviamo il tessuto osseo soprastante le viti tappo implantari.

Questa è la situazione dopo aver liberato tutte le viti tappo implantari.

Ben evidente in questa comparazione la situazione prima e dopo la terapia rigenerativa.

Applicati i collarini di guarigione, procediamo alla sutura collocando la maggiore quantità di gengiva aderente in posizione vestibolare.

La comparazione fra il prima ed il dopo terapia conferma il conseguimento degli obbiettivi prefissati.